An Object,
by virtue of having existed for centuries,
becomes a testament to
Civilisation.

David Berti
1895
David Berti


A long history of iron, fire and expertise.

Andrea Berti
1995
Andrea Berti

Coltellerie Berti: handmade knives since 1895

Versione ItalianaEnglish Version

Niente di più, niente di meno.

E’ apparsa recentemente sui giornali la notizia che, analizzando con cura l’equipaggiamento di George Mallory e Sandy Irvine, gli scalatori che molto probabilmente, e contrariamente a quanto si crede, già nel 1924 conquistarono l’Everest, è emerso che gli indumenti di lana, gabardine, cotone e seta di cui i due erano attrezzati erano efficacissimi nel proteggere dal freddo, anzi addirittura migliori dei moderni materiali iper-tecnologici. Noi non avevamo dubbi. E’ proprio l’idea che l’industrializzazione abbia, in molti casi, peggiorato i prodotti rispetto alla loro configurazione pre-industriale che ci ha sorretto nella nostra intenzione di continuare a proporre i coltelli nello stesso modo in cui li facevamo nel 1895. E in questa operazione, c’è sempre stata un po’ una nostra fissazione, o comunque un punto fermo nel nostro lavoro: non eccedere. Ossia: non cercare di aggiungere niente, né fare cose strane, non cercare di impreziosire ciò che ha già un suo preciso valore per come è stato sempre fatto. Eppure, sotto sotto, le nostre proposte appaiono a qualcuno apparentabili al concetto del lusso. Come se fosse un lusso, ad esempio, tagliare la carne con un coltello fatto a mano, a lama liscia con il manico in corno. Noi ci siamo sempre rifiutati di considerare tutto ciò al di fuori di quella che dovrebbe essere, o tornare a essere, la normalità quotidiana. Ma tant’è: se qualcuno vuole a continuare a considerare normale l’impiego di lame seghettate per tagliare altre pietanze che non siano il pane, ritenere economico spendere meno per un coltello che taglia male e che dopo un po’ si deve buttare, giudicare superato il fatto di far affilare le lame ogni tanto, ebbene, non possiamo farci niente. Una cosa però ci sentivamo in dovere di farla: cercare di portare i requisiti essenziali del buon taglio con buoni coltelli, come Cristo comanda, al maggior numero di uomini, e donne, di buona volontà. E l’abbiamo fatto: e così è nata la Collezione dell’ “Indispensabile”. Come dice il nome, si tratta dei 14 coltelli, da preparazione e da servizio, imprescindibili in ogni casa onorata. Manico in plastica nera lavorata a mano, facili da lavare, anche in lavastoviglie. Proprio quello che doveva essere fatto per portare la Tradizione in ogni casa, o perlomeno, in molte. Niente di più, niente di meno. Vi aspetto al MACEF.
Andrea Berti
Viva Baricco!

Abbiamo pensato di pubblicare questa citazione da I Barbari di Alessandro Baricco, pubblicata in 30 (!) puntate su La Repubblica. E’ tratta dall’ultima puntata, anzi dalla fine dell’ultima puntata: diteci che Baricco non ha detto, in modo più diretto, conciso, efficace di quanto abbiamo cercato di comunicarvi con i nostri coltelli:
“...l’unica cosa che mi viene in mente, ancora una volta, è una pagina di Cormac McCarthy. E’ proprio al fondo di quel libro che già vi ho citato nelle epigrafi, ve lo ricordate? La storia dello sceriffo e del killer. “Cosa si dice a uno che per sua stessa ammissione non ha l’anima?” Ve lo ricordate? Bene. Quello è un libro davvero senza speranza, sembra la resa incondizionata a una mutazione rovinosa, nessuna speranza, nessuna via d’uscita. Però a un certo punto lo sceriffo passa vicino a una strana cosa, una specie di abbeveratoio scavato nella pietra dura a colpi di scalpello. E’ proprio nell’ultima pagina. Vede l’abbeveratoio e si ferma. E lo guarda. Una cosa lunga quasi due metri, e larga mezzo, e profonda altrettanto. Nella pietra si vedono ancora i segni dello scalpello. Sarà stato lì da cento, duecento anni, dice lo sceriffo. Così dice, mi è venuto di pensare all’uomo che l’aveva fabbricato. Si era messo lì con una mazza e uno scalpello e aveva scavato un abbeveratoio che sarebbe potuto durare diecimila anni. Ma perché? In che cosa credeva quel tizio? Dovete pensare che lo sceriffo a quel punto è davvero stanco, non crede più niente, e sta per chiudere la sua stella in un cassetto per sempre. Dovete immaginarvelo così. Mentre si chiede perché diavolo uno dovrebbe mettersi a scavare un abbeveratoio di pietra con l’idea di fare qualcosa che dura diecimila anni. In che cosa bisogna credere, per avere idee del genere? In che cosa crediamo per avere ancora questo istinto cieco a mettere al sicuro qualcosa?” McCarthy, lui l’ha scritta così: “Penso a quel tizio seduto lì con la mazza e lo scalpello, magari un paio d’ore dopo cena, non so. E devo dire che l’unica cosa che mi viene da pensare è che quello aveva una sorta di promessa dentro al cuore. Io non ho certo intenzione di mettermi a scavare un abbeveratoio di pietra. Ma mi piacerebbe essere capace di fare quel tipo di promessa. E’ la cosa che mi piacerebbe più di tutte.”
Chi lo inizia, lo finisce. E lo sigla con le sue iniziali. E ne dichiara il Valore.

Alle Coltellerie Berti, ogni coltello è prodotto dalle mani di un solo artigiano, della stessa persona. Chi lo inizia, lo finisce. E' questa l'essenza del Metodo Artigianale della Famiglia Berti, che dal 1895 mantiene la vera gioia di possedere un vero coltello artigianale nel solco della Tradizione più autentica, ed il lavoro in una condizione veramente umana. Ed è per dichiarare questo con forza, che da oggi, ogni coltello Berti porterà incise sulla lama le iniziali dell'artigiano che lo ha prodotto.
Andrea Berti

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